Il desiderio di chi ha affrontato un intervento di stomia è quello di tornare a condurre una vita piena e attiva. Il Programma Great Comebacks™ premia queste persone straordinarie per il loro “grande ritorno” alla vita quotidiana e il loro impegno nella vita sociale.
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Il Programma Great Comebacks™ è realizzato da ConvaTec Italia S.r.l. in collaborazione con A.I.O.S.S. (Associazione Italiana Operatori Sanitari di Stomaterapia) e F.A.I.S. (Federazione delle Associazioni Incontinenti e Stomizzati).
Great Comebacks è un marchio registrato di ConvaTec Inc.
Mi chiamo Andrea, ho 46 anni. Sono uno stomaterapista e mi occupo dei pazienti dell’Ambulatorio Stomizzati dell’Arcispedale Sant’Anna di Ferrara.
Per 28 anni una compagna di viaggio è sempre stata al mio fianco senza mai abbandonarmi, neanche per un minuto.
Era presente al mio matrimonio, ha assistito alla nascita di mio figlio e troppe volte ha condizionato la mia vita. Il suo nome è rettocolite ulcerosa.
A novembre ho deciso di interrompere per sempre questo “strano rapporto di amicizia”.
La mia attività professionale di infermiere è dedicata alle persone portatrici di stomia e questo, credo, abbia avuto un ruolo molto importante nel prendere la decisione di abbandonare per sempre la malattia, pur pagando un prezzo alto e scegliere la vita.
Ho sempre avuto la convinzione che la stomia fosse un nuovo organo difficile da accettare, casomai, si può “sopportare”, sempre che non sia fonte di troppi problemi, ansie e disperazione.
Il motivo è semplice: non nasci stomizzato.
Il tempo di riflettere è stato davvero poco.
Ho affrontato tutte le analisi del caso e l’esame istologico aveva evidenziato la presenza di un tumore al sigma: era necessario che mi sottoponessi alla chemioterapia.
In quel momento ti passano per la testa mille pensieri, molti dei quali negativi. La mia voglia e la mia gioia di vivere, erano state messe a dura prova e stavano per crollare. Ma è stato proprio nel momento di massimo sconforto che è successo qualcosa, per me, di molto importante.
Sono stati gli affetti familiari a darmi la forza di reagire. Mia moglie e mio figlio mi hanno “somministrato” tanto amore, in modo crescente e continuativo: sono stati per me delle vere e proprie iniezioni di pura voglia di vivere. “Non ci abbandonare”, mi dissero subito dopo l’intervento “ti vogliamo un mondo di bene”.
All'uscita dalla sala operatoria mi hanno trasferito in terapia intensiva: sono stato in coma farmacologico e questo non mi permette di ricordare alcuni dettagli. Gli infermieri e i medici, però, mi hanno raccontato che, durante una visita, mia moglie si è avvicinata al letto e mi ha baciato sulla fronte: è stato subito dopo quel bacio che mi sono risvegliato dal coma. Forse ho avvertito la sua presenza e il profondo amore che mi stava trasmettendo in quel momento.
Oggi ho un’ileostomia definitiva: mia moglie mi aiuta a cambiare la placca e noto con profonda ammirazione che il tutto avviene senza paure ed ansie, come se fosse la cosa più naturale del mondo. È curioso che dica di preferirmi adesso a prima, perché non mi vede soffrire.
Ho ripreso a praticare tutte quelle attività cui mi dedicavo prima dell’intervento: con la mia famiglia siamo stati in vacanza in montagna ed al mare; inoltre, ho più tempo per giocare con mio figlio.
Ho ripreso anche a lavorare e quando leggo disperazione, paura ed ansia negli occhi delle persone portatrici di stomia rispondo con un sorriso, convinto di avere qualcosa in più da offrire.